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Intervento ministro Riccardi sull’immigrazione

20/11/2012

Il Ministro per la Cooperazione Internazionale e l’Integrazione ha evidenziato: «L'integrazione in Italia è andata avanti come un modello domestico, un fai-da-te in cui famiglia e piccola impresa hanno contato molto. Però serve qualcosa di più profondo, un'evoluzione anche culturale». Cio’ a commento dei dati istat inerenti la presenza di cittadini stranieri extracomunitari regolarmente residenti in Italia.

È fondamentale, ribadisce il Ministro comprendere che «L'immigrazione non è Lampedusa, l'emergenza, gli sbarchi, ma sono ormai 5 milioni di persone che risiedono nel nostro Paese e che contribuiscono al suo futuro. Immigrazione e crescita sono strettamente legate tra loro, bisogna affrontare l'immigrazione non solo gridando all'invasione o facendo del buon cuore, ma con una cultura adeguata».

Nel 2050 l’immigrazione rappresentera’ il 17% della popolazione: un dato importante che richiede certamente un apolitica adeguata.

Il Ministro ha anche parlato di cittadinanza italiana a chi nasce sul nostro territorio: «lo Ius Sanguinis non e' più all'altezza: lo Ius Soli, in un paese poroso come il nostro non va bene - osserva - bisogna riconoscere la cittadinanza ai bambini nati nel nostro Paese magari dopo un ciclo scolastico. Diciamo una specie di Ius Culturae. Non ci sarà il tempo di affrontare il tema in questa legislatura, il Parlamento non ha proceduto in questa prospettiva nonostante gli inviti del presidente Napolitano, e questo mi dispiace molto».

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